Senza Dio che mondo sarebbe?
Vangelo di Domenica 6 maggio 2012
(a cura di don Giovanni Berti http://www.gioba.it)
PROSSIMI APPUNTAMENTI
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Gli incontri di Alberto Maggi, programmati per i mesi di Maggio e Giugno sono tutti sospesi.
Al momento Alberto è ricoverato all'ospedale di Torrette, e si sta sottoponendo ad una serie di accertamenti clinici,
ma le sue condizioni di salute e di spirito sono ottime.
Grazie a tutti per il sostegno caloroso e fiducioso !
N.B.: restano confermati i consueti incontri della prima e seconda domenica del mese di maggio a Montefano, che verranno tenuti da Ricardo Perez Marquez, e della prima domenica di giugno, che vedrà ospite del Centro Vito Mancuso.
AGGIORNAMENTI
- 06/04/2012Brigate rosse, perdono e pace sociale - intervento di Alberto Maggi a Rainews24 - Altre voci diritti negati
- 26/03/2012TRA LUPI E ZIZZANIA disponibile anche in versione audio l'articolo pubblicato su ADISTA del 25 febbraio 2012
- 16/03/2012 Omosessuali, ruolo della Chiesa e dei media intervento di Alberto Maggi su Rainews24
- 14/03/2012 NUOVE SCHEDE TEMATICHE a cura di Roberto Del Gobbo
- 01/03/2012TRA LUPI E ZIZZANIA articolo pubblicato su ADISTA del 25 febbraio 2012
- 01/03/2012LA CROCE - aggiornamento della presentazione, a cura di Martina Ciabatti
- 18/02/2012IL PROLOGO DI GIOVANNI - nuova presentazione nella pagina Il vangelo per i bambini, a cura di Martina Ciabatti
- 14/02/2012L'ANTICO TESTAMENTO - nuova presentazione nella pagina Il vangelo per i bambini, a cura di Martina Ciabatti
- 08/02/2012Novità di 2000 anni fa - testo disponibile anche in versione audio
- 02/02/2012Diavolo e superstizione - intervento di Alberto Maggi su Rainews24
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LA FEDE NELLA RISURREZIONE
L’esperienza che i primi discepoli hanno fatto di Gesù risorto è stata accompagnata da dubbi e paure. I racconti evangelici concordano su questo aspetto. Condizionati dalla loro mentalità, secondo la quale la morte pone fine alla vita dell’individuo, i discepoli sono stati incapaci di percepire la novità dell’insegnamento di Gesù e di aprirsi agli effetti vivificanti della sua parola. Gli evangelisti Luca e Giovanni presentano il Cristo risorto mostrando i segni della passione e conservando i suoi tratti umani; in questo modo intendono affermare che la morte in croce di Gesù non è stato un fallimento né la fine di quanto egli aveva insegnato o operato, ma la sua vera vittoria.
Non basta la testimonianza dei discepoli di Emmaus che avevano riconosciuto Gesù risorto nello spezzare il pane, per convincere il resto del gruppo della realtà della risurrezione. Bisogna che ciascuno di essi esperimenti la presenza del Risorto nella propria vita e nell’ambito della comunità. A questo traguardo si arriva progressivamente, fino al punto che esso diventerà sempre più chiaro agli «occhi» dei discepoli. Il «realismo» con cui si descrive il Signore risorto ha lo scopo di indicare come quel Gesù, che essi hanno conosciuto, ora è il Vivente in mezzo a loro; la morte non solo non ha cancellato i suoi tratti, che lo rendevano riconoscibile, né ha diminuito la sua umanità, ma l’ha reso ancora più vitale, capace di diffondere un amore che apre la mente dei discepoli alla comprensione del suo insegnamento.
I discepoli faranno l’esperienza del Risorto contemplando i segni della passione e ascoltando la sua voce. La loro fede nella risurrezione si fonda sull’ascolto delle parole che il Signore risorto rivolge loro, un augurio di felicità piena (Pace a voi!), e sulla constatazione dei segni concreti del suo amore incondizionato. Sono questi i gesti che permettono ai credenti di ogni tempo di fare anche loro esperienza del Risorto, il dono di un amore incondizionato e la comunione fraterna che esso produce. Incarnare questo amore nella propria vita, creando comunione, fa superare ogni paura, dubbio o illusione che si possa avere sulla morte e il suo superamento. Non solo, ciò permette di comprendere sempre meglio il disegno di Dio e di poterlo annunciare. L'itinerario dei discepoli non finisce con il passaggio dall'incredulità alla fede, occorre proclamare la verità di questa esperienza.
Ricardo Perez Marquez











