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CENTRO STUDI BIBLICI "G. VANNUCCI"

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CHI NON MUORE SI RIVEDE

ALBERTO MAGGI - Garzanti editore

Nell'aprile 2012 Alberto Maggi, il frate innamorato della libertà, viene trasportato d'urgenza all'ospedale di Ancona dove trascorrerà tre lunghi mesi fra esami, cartelle cliniche e pericolose operazioni chirurgiche: a sorreggerlo costantemente in questo percorso nuovo ci sono la sua straordinaria voglia di vivere e la sua fede allegra e contagiosa. In Chi non muore si rivede Maggi racconta il suo rapporto con i medici e gli infermieri del reparto in cui è ospitato, il confronto difficile con la malattia, il dialogo online con i fedeli, il lieto fine della salute ritrovata. Protagonista del libro è l'amore per la verità sempre fortificato da una fede fatta di Spirito e sentimento che l'autore riesce a comunicare in ogni gesto e frase. Grazie alla sua grande capacità di attingere senza mediazioni al Vangelo e al senso ultimo dell'esperienza umana, Alberto Maggi in queste pagine conferisce un valore universale alla sua avventura e riesce a dare ai suoi lettori la forza di affrontare la vita, soprattutto nei momenti più duri, con un sorriso carico di speranza. Perché è nella debolezza e nelle difficoltà che si possono ritrovare le forze per ricominciare.
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Intervista ad Alberto Maggi:"Siamo tutti schiavi del più grande tabù" (La Repubblica)

FEDE & ECONOMIA

Una tematica che sta a cuore a papa Francesco è indubbiamente quella dell’economia. Il papa più volte ritorna sull’argomento denunciando un sistema economico iniquo teso ad arricchire i ricchi e a impoverire sempre di più i poveri, un’economia che genera la cultura dello scarto: quel che non serve si elimina. Ed è proprio l’economia, il tema che il Centro Studi Biblici intende sviluppare organizzando incontri e dibattiti nel periodo 2014-2015.
La comunione di beni

Molte comunità religiose hanno preso come modello di vita la primitiva comunità giudeo-credente descritta da Luca negli Atti: “Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno… Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito ai singoli secondo il bisogno di ciascuno (At 2,44-45; 4, 34-35).
Secondo questo modello gli apostoli erano divenuti gli amministratori dei beni comunitari. Gesù aveva chiamato i discepoli per inviarli “ad annunziare il regno di Dio (Lc 9,2) ed essere suoi testimoni “fino agli estremi confini della terra (At 1,8); e aveva chiesto loro di “non prendere nulla per il viaggio, né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro (Lc 9,3) e di non stare con l’animo in ansia per il proprio sostentamento (Lc 12,29), dando così prova di fidarsi completamente dell’assistenza di quel Padre che dona queste cose ai suoi in sovrabbondanza (Lc 12,31). Ora questi discepoli si sono trasformati in sedentari amministratori della comunità ed esercitano un potere che viene unanimemente riconosciuto.
Gli inconvenienti di questo sistema economico emergono subito. Infatti, a Giuseppe, detto Barnaba, che vende i suoi averi consegnandoli ai piedi dei discepoli, l’evangelista contrappone una coppia, Anania e Saffìra, che prudentemente consegna solo una parte del ricavato agli apostoli tenendo il resto per sé (At 5,1-11). Nel preciso momento in cui si è ricorsi ad amministratori dei beni della comunità è iniziata l’ipocrisia e la finzione. Quella di Luca non è l’esaltazione di un modello, ma una severa critica dello stesso. La comunione di beni adottata dalla comunità giudeo-credente di Gerusalemme con la creazione di un’amministrazione centralizzata, fu un fallimento: due terzi della comunità (Anania e Saffìra contro Barnaba) ricorsero alla simulazione per sfuggire al controllo degli amministratori, portando così la comunità alla rovina.
Se l’ideale, vantato dalla comunità di Gerusalemme, era che “la moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune (At 4,32), la realtà mostrava un volto ben diverso. Di fatto in questa comunità emergeranno subito gravi ingiustizie che faranno sorgere “un malcontento fra gli Ellenisti verso gli Ebrei, perché venivano trascurate le loro vedove nella distribuzione quotidiana (At 6,1). È evidente che non solo la comunione di beni non funzionava, ma ad esser emarginate erano proprio le categorie più deboli. Da questi elementi l’evangelista fa già presagire la fame e la povertà che la chiesa di Gerusalemme dovrà patire (At 11,28-29).

Un modello cristiano

La comunità giudeo-credente di Gerusalemme, almeno inizialmente, ha mostrato di non aver compreso la radicalità assoluta che esige il messaggio del Cristo e si è conformata alle istituzioni religiose giudaiche, “godendo del favore di tutto il popolo (At 2,47). Quello di Luca non è un benemerito attestato alla comunità di Gerusalemme, ma una denuncia del suo comportamento. Questa comunità non gode del favore di Dio, ma di tutto il popolo, dimentica del monito di Gesù: “Ahi a voi quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti” (Lc 6,26). Nonostante Gesù avesse dichiarato il Tempio “un covo di ladri” (Lc 19,45) e ne avesse annunciata la totale distruzione (Lc 21,5), la comunità giudeo-credente di Gerusalemme continua a crederlo un’istituzione ancora valida e seguita a frequentarlo. Ma c’è un’altra comunità, nata in terra pagana per opera di evangelizzatori provenienti dal mondo e dalla cultura greca, non vincolati dai nazionalismi dei discepoli di Gerusalemme, che “non proclamavano la Parola a nessuno fuorché ai Giudei” (At 11,19), i quali iniziano ad annunziare il vangelo anche ai pagani: “Alcuni di loro, cittadini di Cipro e di Cirene, giunti ad Antiòchia, cominciarono a parlare anche ai Greci, annunziando la buona notizia del Signore Gesù” (At 11,20).
E qui, in terra pagana, accade un fatto insperato: “La mano del Signore era con loro e così un gran numero credette e si convertì al Signore” (At11,21). La “mano del Signore” è un segno di benedizione (At 4,30; 11,21), espressione dell’azione divina che accompagna e benedice l’attività degli evangelizzatori, e il risultato è che “ad Antiòchia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani” (At 11,26). Il Signore potenzia l’attività degli evangelizzatori perché questi realizzano il suo progetto d’amore universale dal quale nessuno è escluso.
Luca contrappone due comunità, quella di Gerusalemme, legata alle istituzioni religiose giudaiche, e quella sorta in terra pagana, ad Antiòchia, dove i credenti, per la prima volta, non sono più considerati una delle tante sette giudaiche, ma qualcosa di nuovo: seguaci del Cristo. La mano del Signore è su Antiòchia e non a Gerusalemme. Una volta che il messaggio di Gesù è stato liberato dalla camicia di forza della Legge e delle tradizioni religiose, lo Spirito ha potuto portare frutto abbondante.
Mentre ad Antiòchia i discepoli vengono riconosciuti come cristiani, si viene a sapere che sarebbe “scoppiata una grave carestia su tutta la terra, ciò che di fatto avvenne sotto l’impero di Claudio” (At 11,27-28). La reazione dei cristiani antiocheni all’annuncio della carestia, che avrebbe colpito anche loro (“su tutta la terra”), è esemplare. Anziché pensare a se stessi si preoccupano subito di soccorrere i fratelli “abitanti nella Giudea” (At 11,29). Gli antiocheni, che hanno accolto la buona notizia, credono nelle parole di Gesù e hanno completa fiducia nel Padre che conosce ciò di cui la comunità ha bisogno (Lc 12,30-31).
Mentre a Gerusalemme i credenti non possiedono nulla, tutto è in comune, e si trovano nell’indigenza, ad Antiochia il modello di comunità è differente. Qui i credenti possiedono e decidono, in piena libertà, di donare l’aiuto ai fratelli Giudei: “I discepoli si accordarono, ciascuno secondo quello che possedeva, di mandare un soccorso ai fratelli abitanti in Giudea” (At 11,29).
Dalla necessità di soccorrere la comunità giudeo-credente di Gerusalemme, dove la colletta sarà inviata (At 21,17), si vede che la tanto esaltata comunione dei beni non ha dato alcun risultato positivo. Questa comunità, che si vantava che nessuno dei componenti “tra loro era bisognoso” (At 4, 34), in realtà ha avuto bisogno di una colletta (Rm 15,26).
Criticando con tanta severità la comunità di Gerusalemme, centrata nella comunione dei beni attraverso la capitalizzazione comunitaria degli stessi, l’evangelista pone in evidenza qual è l’atteggiamento conforme al messaggio di Gesù: la comunicazione libera e responsabile dei propri beni, senza necessità di amministratori o di controlli interni o d’imposizioni (tasse e decime), senza preoccuparsi delle proprie necessità ma di quelle degli altri.
La dipendenza economica mantiene le persone in uno stato infantile, la responsabile gestione dei propri beni è segno di maturità e dell’età adulta. Mentre la persona infantile è centrata sui propri bisogni, la caratteristica della persona adulta e matura è di occuparsi degli altri.
Laddove c’è libertà c’è lo Spirito (2 Cor 3,17) che spinge gli uomini a liberarsi dall’egoismo e dal pensare alle proprie necessità per aprirsi ai bisogni e alle necessità degli altri, in sintonia con la generosità della creazione.
I fedeli di Gerusalemme e quelli di Antiochia credono nello stesso Signore, ma sono riconosciuti come cristiani solo quelli di Antiochia, gli unici che, anziché pensare a se stessi, si preoccupano per gli altri.

COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI – 2 novembre 2014
VENITE BENEDETTI DAL PADRE MIO
Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM

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AGGIORNAMENTI IN EVIDENZA

  • 17/10/2014: Nuove schede tematiche "La visita di Maria a Elisabetta e il Magnificat" (Lc 1,39-56) e "La nascita di Giovanni Battista e il Benedictus (Lc 1,57-80) ed aggiornamento della scheda n.15 "Genealogia di Gesù" (Mt. 1,1-17), a cura di Roberto Del Gobbo [schede tematiche]
  • 26/09/2014: "I VANGELI DALLA A ALLA Z" (sotto la voce del menu MULTIMEDIA): disponibile l'audio dell'ottavo appuntamento "L" come LEGGE (Ricardo PÉREZ MÁRQUEZ)[i vangeli dalla A alla Z]
  • 17/09/2014: Nuove schede tematiche "La libertà" e "La verità vi farà liberi (Gv 8,31-36) ed aggiornamento della scheda n.30 "L'unzione di Betania (Mc. 14,3-9)", a cura di Roberto Del Gobbo [schede tematiche]
  • 02/09/2014: "I VANGELI DALLA A ALLA Z" (sotto la voce del menu MULTIMEDIA): disponibile l'audio dell'ottavo appuntamento "I" come ISRAELE (Alberto MAGGI)[i vangeli dalla A alla Z]
  • 01/08/2014: "I VANGELI DALLA A ALLA Z" (sotto la voce del menu MULTIMEDIA): disponibile l'audio del settimo appuntamento "G" come GIOIA (Ricardo PÉREZ MÁRQUEZ)[i vangeli dalla A alla Z]
  • 04/07/2014: IL SERVO DI MARIA CHE CI INSEGNA A VIVERE - Recensione del libro "Chi non muore si rivede" di Alberto Maggi, pubblicata sul quotidiano LA VOCE DI ROMAGNA (domenica 29 giugno 2014)[interviste e video vari]
  • 30/06/2014: "I VANGELI DALLA A ALLA Z" (sotto la voce del menu MULTIMEDIA): disponibile l'audio del sesto appuntamento "F" come FEDE (Alberto MAGGI)[i vangeli dalla A alla Z]
  • 19/06/2014: INCONTRO CON VITO MANCUSO "TEOLOGIA E SPIRITUALITA' DELLA NATURA" (6-8 GIUGNO 2014): disponibile audio 8 giugno[eventi]

Per la lista completa, visita la pagina del sito news ed appuntamenti.

LE PAROLE DEL VANGELO (da Abbà a Zizzania)

Piccolo dizionario dei termini del vangelo e dintorni (a cura di Panfilo Di Paolo)
scarica la NUOVA VERSIONE aggiornata (marzo 2014) con l'aggiunta delle voci: Maria-Miryam, Mesi ebraici, e la rivisitazione della voce Maddalena

(presentazione di Alberto Maggi - gennaio 2013)

Grazie all’impegno serio e appassionato di Panfilo Di Paolo, amico e socio del Centro Studi Biblici “G. Vannucci”, il sito internet del Centro si arricchisce di un prezioso dizionario dei termini biblici. Sono quasi 500 voci, da Abbà a Zizzania, delle quali l’Autore fornisce l’etimologia greca o ebraica, le citazioni bibliche, più annotazioni storiche o curiosità. Il “Piccolo dizionario dei termini dei vangeli e dintorni”, è un eccellente strumento che viene messo a disposizione di quanti desiderano approfondire la conoscenza delle tematiche evangeliche per la loro cultura e spiritualità. A Panfilo Di Paolo la nostra gratitudine per questo apporto che contribuisce a valorizzare ancor di più il sito del Centro.

Alberto Maggi

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SPECIALE APOCALISSE

Raccolta di studi ed interviste sul libro dell'Apocalisse, a cura di Ricardo Pérez Márquez.

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BIBBIA E ARTE

Vi presentiamo una serie di articoli a cura di Ricardo Pérez Márquez, pubblicati sulla rivista "Riparazione Mariana", tra il 1999 ed il 2004.
L'articolo introduttivo è invece tratto dal volume "Maria di Nazareth", a cura di Maria Marcellina Pedico, supplemento al n.5/2009 di Consacrazione e servizio.
Buona lettura !

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